A Saijo, uno dei centri storici del sake, Kamoizumi ha scelto una strada diversa nel momento più difficile. Fondata nel 1912, nel dopoguerra decide di puntare sul Junmai quando il mercato si muoveva nella direzione opposta.
Limitare la filtrazione con carbone attivo significa accettare un colore più ambrato, una texture più piena, un profilo meno “perfetto”.

Ma è proprio lì che emerge il carattere: note più profonde, complessità e struttura.
La famiglia Maegaki continua a guidare la cantina mantenendo questa linea. Non si tratta di conservazione, ma di coerenza.
Il sake qui non viene reso più semplice ma ci viene donato come deve essere.

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