Oki Shuzo nasce nel 1972 dalla fusione di cinque cantine nelle isole Oki, al largo della prefettura di Shimane. Queste isole, note per i loro paesaggi naturali e per le acque minerali selezionate tra le più celebri dell’era Showa, sono storicamente legate all’esilio degli imperatori Go-Toba e Go-Daigo.
Il sake “Oki Homare” (“Gloria di Oki”) si ispira a testi del tardo periodo Muromachi (1336–1573) e mantiene uno stile tradizionale: riso levigato solo al 90%, quindi poco raffinato, e utilizzo dell’antico metodo Kimoto per lo starter di fermentazione.
Oggi Oki Shuzo è un punto di riferimento per la comunità di Okinoshima: collabora con agricoltori locali per coltivare riso autoctono, contribuendo a preservare la cultura e a contrastare lo spopolamento delle isole. Durante alcune stagioni, parte del riso utilizzato proviene da campi coltivati da abitanti anziani dell’isola, che continuano a lavorare la terra più per identità che per economia. Questo sake, in un certo senso, è anche loro.
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