Sulla costa del Mar del Giappone, Yoshida Shuzo lavora seguendo un ritmo che non è stato mai davvero accelerato. Fondata nel 1870, è diventata familiare al pubblico internazionale grazie al documentario The Birth of Sake, ma quello che si vede sullo schermo è solo una parte.
Ogni inverno, quando la neve isola la regione, la cantina diventa quasi autosufficiente. Il lavoro si concentra, le giornate si accorciano, e il sake prende forma lentamente.
Una delle sue particolarità è la presenza di due toji (maestri birrai) che, con approcci diversi, collaborano e si stimolano a vicenda, contribuendo allo sviluppo di sake sempre più raffinati. Grande attenzione è inoltre rivolta alla sostenibilità, attraverso pratiche produttive naturali e rispettose dell’ambiente.
Un elemento caratteristico è la presenza delle rondini, che ogni anno nidificano nella cantina: simbolo di buon auspicio, sono diventate l’emblema della linea “Yoshidakura U”, rafforzando ulteriormente il legame tra produzione, natura e tradizione.
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