‘Coolmint Green’ Imo Shochu
33,00 €
Spiazzante.
“Coolmint Green” è una delle interpretazioni più insolite nate da Kokubu Shuzo, una distilleria che da anni lavora sui confini aromatici dello shochu contemporaneo. Se “Flamingo Orange” esplorava il lato tropicale e agrumato della patata dolce, qui la direzione è completamente diversa: meno frutto, più freschezza, più tensione aromatica.
Per costruire questo profilo Kokubu abbandona l’imo koji e utilizza koji di riso, una scelta che permette di mantenere una struttura più pulita e controllata. A questo si aggiunge il lievito Kagoshima Fragrance Yeast N.1, noto per sviluppare aromi che, dopo la distillazione, tendono normalmente verso registri più morbidi e fruttati, spesso vicini alla banana.
Il risultato iniziale sembrava andare proprio in quella direzione. Poi il tempo ha cambiato la traiettoria. Durante il riposo dello shochu, il profilo si è trasformato lentamente: la componente fruttata si è ritirata lasciando emergere una freschezza inaspettata, con sfumature che ricordano la menta, erbe fresche e sensazioni quasi balsamiche. Una deviazione aromatica che nemmeno la distilleria aveva previsto con precisione.
In bocca è scattante, pulito e incredibilmente dinamico. Più che costruire volume, lavora sulla sensazione di freschezza, lasciando un’impressione leggera e quasi tagliente. Servito molto freddo o con soda amplifica ulteriormente questo carattere, mostrando uno stile estremamente contemporaneo.
Perché sceglierlo?
Perché pochi distillati riescono a raccontare così bene una scoperta inattesa: doveva sapere di banana. Ha scelto la menta.
| Abbinamento cibo | |
|---|---|
| Gusto | Morbido |
| Regione | Kagoshima |
| Brand | Kokubu Shuzō |
Kokubu Shuzō
Immersa nelle montagne lungo una valle fluviale vicino a Kirishima, Kokubu Shuzo ha fatto storia.
Sono i creatori di “Imo Koji Imo”, il primo shochu al mondo fatto esclusivamente con patate dolci anche per il koji, tradizionalmente preparato con riso.
Questa innovazione radicale ha ridefinito i confini dello shochu, dimostrando che è possibile rispettare la tradizione reinventandola completamente.
L’acqua di sorgente che sgorga da 100 metri sotto il Monte Kirishima e le patate dolci coltivate localmente sono gli elementi fondamentali di una produzione che unisce territorio, tecnica e coraggio.
- Far far away, behind the word mountains, far las.
- Vokalia and Consonantia, there live the blind tex.
- Separated they live in Bookmarksgrove right attr.
La filiera, dalla cantina al bicchiere
Dietro ogni bottiglia che importiamo c'è un rapporto di fiducia costruito negli anni. Cerchiamo produttori che scelgono di proteggere il territorio e l'autenticità del proprio sake, anche quando questo significa imboccare la strada più tortuosa nella produzione. Sono spesso piccole realtà artigianali, che affidano i loro sake più delicati solo a pochi partner selezionati con cura.
Questa fiducia si guadagna con i fatti, non con le promesse. Per questo abbiamo costruito un sistema di trasporto interamente tracciato, che monitora la temperatura del sake in ogni fase del viaggio: dal momento in cui esce dalla cantina fino al nostro magazzino di Milano.
Una volta arrivato, ogni bottiglia trova la sua collocazione ideale. Stocchiamo a due temperature differenti, +5°C e -5°C, riservando la conservazione più fredda ai sake che richiedono maggiore stabilità, come i namazake e le etichette più pregiate. Un'attenzione che si traduce, bicchiere dopo bicchiere, nella qualità che assaggerete a casa vostra.
