Kikuzakari ‘Hyakusho Odori’
37,00 €
Tradizionale.
‘Hyakusho Odori’ prende il nome da una danza tradizionale di Hanamaki (Iwate), legata alla celebrazione del raccolto. Un sake che nasce con la stessa intenzione: raccontare la terra da cui proviene.
È prodotto con riso Rikuu n.132, levigato all’80%, coltivato localmente dalla Oda Farm. La produzione è estremamente limitata e ogni elemento è radicato nel territorio: dal lievito locale “Giovanni Shirabe”, ispirato a un racconto di Kenji Miyazawa, al koji “Reimei Hiraizumi”.
Al palato è secco ma pieno, con una acidità marcata e un alto contenuto di aminoacidi che danno profondità e consistenza. Il sorso è intenso e la texture materica.
Si abbina con piatti strutturati, cucina tradizionale, preparazioni rustiche e ingredienti saporiti, dove può sostenere e amplificare il gusto.
Perché sceglierlo?
Un sake che nasce dalla terra. E la porta nel bicchiere.
| Abbinamento cibo | |
|---|---|
| Gusto | Acidità, Umami |
| Regione | Iwate |
| Tipologia | Junmai |
| Brand | Kikuzakari Shuzō |
Kikuzakari Shuzō
Kikuzakari Shuzo, fondata nel 1894 a Kitakami, ha attraversato una trasformazione che pochi avrebbero potuto immaginare.
Dopo il terremoto e tsunami del Tōhoku del 2011, la cantina si è trovata a ripensare non solo la produzione, ma anche il proprio linguaggio.
Nascono così etichette come “Taxi Driver” ed “Electric Bodhisattva”: nomi lontani dall’estetica tradizionale del sake, capaci però di creare un ponte verso un pubblico nuovo grazie a un’immagine pop, diretta e volutamente provocatoria.
Dietro questa superficie contemporanea rimane una linea produttiva estremamente rigorosa: solo Junmai, senza scorciatoie tecniche né compromessi sulla materia prima.
Il risultato è un equilibrio raro, un sake che conserva una forte identità, ma riesce comunque a essere immediato sorprendentemente accessibile anche a chi di sake ne sa poco.
- Far far away, behind the word mountains, far las.
- Vokalia and Consonantia, there live the blind tex.
- Separated they live in Bookmarksgrove right attr.
La filiera, dalla cantina al bicchiere
Dietro ogni bottiglia che importiamo c'è un rapporto di fiducia costruito negli anni. Cerchiamo produttori che scelgono di proteggere il territorio e l'autenticità del proprio sake, anche quando questo significa imboccare la strada più tortuosa nella produzione. Sono spesso piccole realtà artigianali, che affidano i loro sake più delicati solo a pochi partner selezionati con cura.
Questa fiducia si guadagna con i fatti, non con le promesse. Per questo abbiamo costruito un sistema di trasporto interamente tracciato, che monitora la temperatura del sake in ogni fase del viaggio: dal momento in cui esce dalla cantina fino al nostro magazzino di Milano.
Una volta arrivato, ogni bottiglia trova la sua collocazione ideale. Stocchiamo a due temperature differenti, +5°C e -5°C, riservando la conservazione più fredda ai sake che richiedono maggiore stabilità, come i namazake e le etichette più pregiate. Un'attenzione che si traduce, bicchiere dopo bicchiere, nella qualità che assaggerete a casa vostra.
