Gozenshu CLASSICS
32,00 €
Misterioso, contemplativo, essenziale.
Gozenshu Classics è realizzato con metodo bodaimoto, una rilettura contemporanea di un futsushu tradizionale, ripensato con maggiore ambizione; un sake definito dalla toji Maiko Tsuji un vero “capolavoro”.
Il riso utilizzato è Omachi Tōgai, una scelta che riflette l’identità della cantina: valorizzare il territorio e la materia prima.
Al palato è ricco, materico, con una forte componente umami, attraversato da note di cereale e una profondità lattica tipica del metodo. Il sorso è pieno, ma scorrevole, con una chiusura lunga e coerente. Si sposa alla perfezione con piatti strutturati, carni, funghi, brodi intensi e preparazioni ricche di umami, dove può sostenere e amplificare il gusto.
Perché sceglierlo?
Perchè è un sake intelligente, che unisce tradizione, qualità e accessibilità, dimostrando che valore e profondità si possono trovare anche fuori dagli schemi
| Abbinamento cibo | |
|---|---|
| Gusto | Umami |
| Regione | Okayama |
| Tipologia | Futsushu |
| Brand | Tsuji Honten |
Esaurito
Tsuji Honten
Tsuji Honten è stata fondata nel 1804 a Katsuyama da Yahei Tsuji, un commerciante che intraprese la produzione di sake. Il clima freddo e l’acqua rendono questa zona particolarmente adatta alla produzione, ispirando il motto di “Gozenshu”: creare il miglior sake possibile utilizzando risorse locali e maestria artigianale.
Il marchio Gozenshu è noto per il suo gusto deciso, apprezzato soprattutto a livello locale, dove gli inverni rigidi favoriscono sake più strutturati. La cantina è inoltre famosa per l’uso del riso Omachi e per il metodo tradizionale Bodaimoto, che contribuiscono a definire uno stile ricco e complesso.
La famiglia Tsuji ha avuto anche un ruolo culturale importante, soprattutto nei periodi Meiji e Showa. La cantina fu frequentata da artisti e scrittori come Tekkan Yosano, Akiko Yosano, Saishu Onoe e Junichiro Tanizaki, che durante la Seconda Guerra Mondiale scrisse qui parte del suo celebre romanzo Le sorelle Makioka.
La storia di Gozenshu è quindi profondamente legata non solo alla produzione di sake, ma anche allo scambio culturale e artistico, che continua a rappresentarne uno dei valori fondamentali.
- Far far away, behind the word mountains, far las.
- Vokalia and Consonantia, there live the blind tex.
- Separated they live in Bookmarksgrove right attr.
La filiera, dalla cantina al bicchiere
Dietro ogni bottiglia che importiamo c'è un rapporto di fiducia costruito negli anni. Cerchiamo produttori che scelgono di proteggere il territorio e l'autenticità del proprio sake, anche quando questo significa imboccare la strada più tortuosa nella produzione. Sono spesso piccole realtà artigianali, che affidano i loro sake più delicati solo a pochi partner selezionati con cura.
Questa fiducia si guadagna con i fatti, non con le promesse. Per questo abbiamo costruito un sistema di trasporto interamente tracciato, che monitora la temperatura del sake in ogni fase del viaggio: dal momento in cui esce dalla cantina fino al nostro magazzino di Milano.
Una volta arrivato, ogni bottiglia trova la sua collocazione ideale. Stocchiamo a due temperature differenti, +5°C e -5°C, riservando la conservazione più fredda ai sake che richiedono maggiore stabilità, come i namazake e le etichette più pregiate. Un'attenzione che si traduce, bicchiere dopo bicchiere, nella qualità che assaggerete a casa vostra.
