Tsuchida ‘Kimoto 35’
45,00 €
Serio.
Tsuchida è conosciuta per lavorare con risi poco levigati, ma qui cambia completamente registro: Junmai Daiginjo con polishing al 35%, spinto al massimo della finezza. Il paradosso è nel dettaglio: il riso è Asahi no Yume, varietà da tavola, non pensata per il sake.
A tenere tutto insieme è il metodo kimoto, che introduce profondità e una componente lattica ben definita. Al palato è pulito e sottile, ma con una presenza chiara: l’acidità lattica è protagonista, accompagnata da una leggera astringenza fresca che dà tensione. L’umami resta sullo sfondo, ma sostiene il sorso senza appesantire.
Si abbina a piatti eleganti, crudi di pesce, cucina fine e preparazioni delicate, dove può accompagnare senza interferire.
Servizio
Da bere freddo o a temperatura ambiente, per coglierne precisione e sfumature.
Perché sceglierlo?
Un sake dritto e austero, ammorbidito dalla parte lattica e aromatica. Da provare!
| Abbinamento cibo | |
|---|---|
| Gusto | Acidità, Cereali, Fruttato, Secco |
| Regione | Gunma |
| Tipologia | Junmai Daiginjo, Kimoto |
| Brand | Tsuchida Shuzō |
Esaurito
Tsuchida Shuzō
A Kawaba-mura, dove la popolazione è inferiore a 3.000 abitanti, Tsuchida Shuzo lavora come se il sake non fosse mai stato industrializzato.
Fondata nel 1907, utilizza riso poco raffinato, spesso riso da tavola e fermentazioni affidate ai microrganismi presenti naturalmente nell’ambiente.
Il metodo Kimoto non una necessità coerente con il resto del sistema e così i risultati non sono sempre prevedibili…Ogni lotto è leggermente diverso. Ma è proprio questa variabilità a definire l’identità della cantina.
La filosofia produttiva si basa sull’esplorazione delle potenzialità del sake, mantenendo viva la tradizione e trasmettendola alle nuove generazioni. La produzione utilizza esclusivamente i quattro ingredienti fondamentali, senza additivi superflui, con un forte focus sull’umami del riso.
- Far far away, behind the word mountains, far las.
- Vokalia and Consonantia, there live the blind tex.
- Separated they live in Bookmarksgrove right attr.
La filiera, dalla cantina al bicchiere
Dietro ogni bottiglia che importiamo c'è un rapporto di fiducia costruito negli anni. Cerchiamo produttori che scelgono di proteggere il territorio e l'autenticità del proprio sake, anche quando questo significa imboccare la strada più tortuosa nella produzione. Sono spesso piccole realtà artigianali, che affidano i loro sake più delicati solo a pochi partner selezionati con cura.
Questa fiducia si guadagna con i fatti, non con le promesse. Per questo abbiamo costruito un sistema di trasporto interamente tracciato, che monitora la temperatura del sake in ogni fase del viaggio: dal momento in cui esce dalla cantina fino al nostro magazzino di Milano.
Una volta arrivato, ogni bottiglia trova la sua collocazione ideale. Stocchiamo a due temperature differenti, +5°C e -5°C, riservando la conservazione più fredda ai sake che richiedono maggiore stabilità, come i namazake e le etichette più pregiate. Un'attenzione che si traduce, bicchiere dopo bicchiere, nella qualità che assaggerete a casa vostra.
